Il sito della nostra Diocesi Pagina iniziale e-mail, indirizzi, informazioni per abbonarsi CLARUS ONLINE

PROVINCIA, UN NUOVO ASSETTO TERRITORIALE (Clarus, anno IX n.17-2009)

La Campania si prepara a nuovi cambiamenti. Nuove politiche ambientali, economiche e sociali daranno un nuovo volto all’hinterland casertano. Tecnici specializzati lavorano ad un piano che riassetti alcuni territori che ad oggi recano problematiche come abusivismo edilizio, assenza di spazi verdi e periferie degradate. Poi c’è il fiume: il letto del Volturno che divide la provincia in due parti: l’una più dinamica, l’altra più interna che paga le conseguenze di scelte assurde, ma ricca di risorse. Gli esperti puntano l’attenzione sui collegamenti stradali e ferroviari, che siano efficienti per la popolazione e che non deturpino il volto a questa "sponda" del fiume. Tra le infrastrutture in programma, c’è la costruzione del ponte sul Volturno, volta a migliorare la viabilità statale, ad essere la più attesa.

Un nuovo "disegno" per Terra di Lavoro

La Provincia vara la proposta del Piano territoriale di coordinamento provinciale

Dal 2000 le Province hanno assunto la responsabilità di riorganizzare il proprio spazio attraverso un Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp). Al decreto legislativo di allora, per la Campania, ha fatto seguito una legge urbanistica regionale (16/2004) che ha fornito le indicazioni sulle possibili trasformazioni fisiche del territorio purché compatibili con l’aspetto fisico e culturale della Regione. Attraverso progetti e forme di programmazione, anche economica, si è stabilito il programma di massima dei possibili interventi da realizzare. In base alle indicazioni fornite dallo Stato e poi dalla Regione, la provincia di Caserta nell’aprile del 2008, ha istituito un apposito ufficio incaricato di lavorare ad una proposta di "piano territoriale" che ha oramai ultimato la sua prima fase di studio e di lavoro e prodotto una serie di documenti, raccolto numerosi dati, utili non solo a "leggere" il territorio, ma a programmare le sue future trasformazioni. Il primo tema affrontato, riguarda la grande conurbazione Caserta-Napoli-Salerno: una vasta area in cui si concentrano - come fosse un’unica grande cellula - piccoli e grandi comuni destinati ad essere l’ago della bilancia dell’intero territorio regionale per quel che riguarda sicurezza, economia, popolamento. Centotrentaquattro comuni come un solo agglomerato a fronte dei cinquecentocinquantuno di tutta la Campania. La città-regione presenta tuttavia delle anomalie: abusivismo, carenza di spazi verdi, periferie dequalificate. Tutto questo ha generato la necessità di una nuova politica che rilanci il tema conflittuale tra il crescente aumento di opere pubbliche e costruzioni e mantenimento dei caratteri naturali dei luoghi. E’ la qualità dello sviluppo, la sfida che attende gli amministratori e gli "addetti ai lavori" incaricati di dare un qualificato assetto alle province come all’intera regione. La provincia di Caserta divisa in due dal corso del Volturno, per una parte rientra in quella fascia inserita nella grande conurbazione oramai dotata di servizi e politiche in forte movimento, mentre per un’altra guarda alla zona - più settentrionale e interna – meno "specializzata" ma ricca di risorse ambientali. "Le analisi e proposte del Ptcp – come si legge dai documenti provinciali – articolano il territorio provinciale in sei ambiti insediativi: Aversa, Caserta, Mignano Monte Lungo, Piedimonte Matese, Litorale dominio, Teano". E su queste aree si distribuisce la popolazione in maniera poco omogenea facendo registrare un alto livello di popolosità nelle zone di Caserta, Aversa e a seguire il Litorale, ossia quelle aree che dal 1971 al 2001 hanno visto crescere la popolazione del 26% (+5,3% rispetto alla media nazionale). All’attenzione degli esperti provinciali, diversi aspetti riguardanti un variopinto territorio, interamente sottoposto ad approfondita analisi: l’accessibilità, ossia il potenziamento dei collegamenti stradali e ferroviari; lo studio del territorio rurale e dei paesaggi storici (il Ptcp ha posto particolare ad essi in quanto bene comune): "L’attenzione è rivolta alla multifunzionalità del territorio rurale e aperto, alla sua capacità di produrre un flusso di beni e servizi utili alla collettività, (…) al mantenimento degli ecosistemi, della biodiversità, del paesaggio; al turismo, alle occasioni di ricreazione e vita all’aria aperta". A queste analisi, si aggiunge quella sull’evoluzione dei nuclei e della crescita demografica, sulle aree residenziali e su quelle impiegate a scopo industriale (basti pensare che solo il 31% delle Asi – Aree di sviluppo industriale – ospita insediamenti industriali), su quelle degradate e sottoposte illegalmente ai criteri dell’abusivismo edilizio.

Grazia Biasi

Prima la canapa e il tabacco. E adesso?

La provincia delle promesse mancate, soprattutto nell’ultimo quindicennio, è senza dubbio Terra di Lavoro. La provincia dei ritardi e delle opere incompiute, dell’università senza un nome e degli interventi infrastrutturali tanto propagandati e mai realizzati, per dare un nuovo assetto strategico a quella che è ormai la cenerentola della Campania. Non è solo - intediamoci - una questione di aeroporti (vedi Grazzanise) o di assi di collegamento veloce, ma soprattutto un problema di strategia, di indirzzo e di pianificazione, di valorizzazione effettiva della diversità di risorse che non possono solo essere sbandierate in occasione di convegni, forum e tavole rotonde. Il mare con il litorale domiziano, la montagna con il Matese, i prodotti agroalimentari con la zona di Roccamonfina, Sessa Aurunca e Caiazzo, la grande conurbazione casertana che, fino ad oggi, è stata soltanto una città-dormitorio di Napoli: Terra di Lavoro, un tempo, era la vera Campania felix. Eppure, nell’immediato dopoguerra, non mancarono le politiche in grado di dare un imprinting forte a questo territorio.

Oggi che il vento è cambiato, oggi che le politiche di sviluppo industriale hanno mutato decisamente rotta, oggi che non ci sono più le grandi estensioni di canapa e tabacco, sono soprattutto il turismo e la riscoperta dei beni culturali le reali direttrici su cui andare a riscrivere i destini della identità di Terra di Lavoro.

La provincia, di per sé, soffre per l’endemica conflittualità tra zone interne e conurbazione metropolitana, fra paesaggio montano e pianura, tra piccoli comuni dove manca ancora la linea veloce Adsl e grossi centri urbanizzati che soffocano sotto il peso della micro e macrocriminalità. La politica, fino ad oggi, quella della Seconda Repubblica, ha perso fin troppo tempo ed è andata impantanandosi, più che in ogni altra parte d’Italia, nella mancanza di una progettualità d’insieme, nell’assenza di visioni strategiche di sviluppo a medio e lungo termine. Terra di Lavoro è diventata terra di conquista e di novelli feudi dove le gerarchie di partiti e partiticchi stanno imprimendo alle forze giovani e sane del territorio una sensazione di disillusione e di impotenza. Non è una questione di mera amministrazione quella che affligge Terra di Lavoro: occorre riscrivere un nuovo patto sociale prima che la fiducia delle giovani generazioni verso le potenzialità di questa terra non scompaia del tutto. Il capoluogo, Caserta, sta offrendo uno spettacolo certamente poco edificante, con una amministrazione ballerina che oggi c’è e domani chissà. L’esperienza di De Franciscis alla Provincia ha mortificato l’enorme sete di speranza e di cambiamento che nutrivano tanti elettori ansiosi di novità. Il centrodestra di Cosentino e compagni tenta adesso una possibile riscossa in grado di neutralizzare lo smacco delle provinciali del 2005: e tutti si contendono il proficuo serbatoio elettorale di Mimì Zinzi. Vinca il migliore, certamente. Eppure è colpa di tutti se quella che era la Campania felix è stata avvelenata dalle ecomafie nostrane; è colpa di noi tutti se Caserta e la sua provincia non sono in grado di esprimere un nome forte, condiviso in modo unanime, sia a destra che a sinistra, per le prossime regionali. Vuol dire, cari politici, che nessuno ha seminato come si conveniva, nessuno ha realmente guardato all’interesse generale e al bene comune. Solo giochi di parte e guerre di fazioni. In tutta sincerità, per il "dopo Bassolino", ci aspettavamo qualcosa di veramente diverso.

Gianfrancesco D’Andrea



» L'OMELIA DI S.E.MONS. VALENTINO DI CERBO IN OCCASIONE DEL SUO INGRESSO IN DIOCESI
» ORDINAZIONE EPISCOPALE MONS.DI CERBO - NOTE UTILI
» ORDINAZIONE EPISCOPALE DI MONS. VALENTINO DI CERBO E SUO SOLENNE INGRESSO IN DIOCESI
» MONS. VALENTINO DI CERBO, VESCOVO ELETTO DELLA DIOCESI DI ALIFE-CAIAZZO
» E' NATALE NEL GREGGE DI DIO (Clarus, anno IX n.20-2009)
» LA VOCE MUTA DELLE CARCERI (Clarus, anno IX n.19-2009)
» SENZA PAROLE (Clarus, anno IX n.18-2009)
» MIGRANTI, ECCO CHI SONO (Clarus, anno IX n.16-2009)
» MISSIONI, IN NOME DELL'AMORE (Clarus, anno IX n.15-2009)
» TURISMO, UNA RICETTA DA SCRIVERE... (Clarus, anno IX n.14-2009)
» LA CARITA' NELLA VERITA' (Clarus, anno IX n.13-2009)
» MONS. PIETRO FARINA, VESCOVO DI CASERTA (Clarus, anno IX n.12 - 2009)
» Salesiani, un oratorio da vivere (Clarus, anno IX, n.11-2009)
» DALLA PARTE DEL LATTE BUONO. Le proteste degli allevatori
» Faccia a faccia tra Fernando Iannelli e Daniele Cirioli, aspiranti sindaci ad Alife (Clarus, anno IX n.9 1-15 maggio)
» MONSIGNOR FARINA SUCCESSORE DI NOGARO (Clarus, Anno IX n.8 15-30 aprile 2009)
» Editoriale - DIECI ANNI CON NOI (Clarus, Anno IX n.8 15-30 aprile 2009)
» TERREMOTO IN ABRUZZO. "GEMELLI" NEI MOMENTI DI GIOIA E DI DOLORE
» ALIFE: RIECCO L'ANFITEATRO DUEMILA ANNI DOPO
» Intervista a mons. Pietro Farina nel decennale della sua ordinazione a Vescovo.
» A San Potito Sannitico il seminario di studi su etica, comunicazione e informazione. GIORNALISMO AL BIVIO: QUANTITA' O QUALITA'?
» I problemi dell’approvvigionamento idrico in una terra da sempre ricca di acque. QUANDO IL MARETTO FA LE BIZZE...
» Paolo Janni racconta il suo "Occidente plurale"
» Una giornata tra barriere architettoniche e difficoltà varie negli uffici pubblici
» Intervista a Giudo D'Agostino, docente di Storia e Istituzioni del Mezzogiorno d'Italia
» Legalità e territorio: il rispetto della natura e le sfide di un nuovo messaggio per i giovani
» Intervista al Capitano Costantino Airoldi, Comandante del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Caserta.
» INTERVISTA AL DIRIGENTE ALFONSINA NATALE: "Aumenterà il rischio di dispersione nelle zone più svantaggiate"
» Scuole di montagna: sindaci e presidi si confrontano
» Solidarietà o sicurezza?

« indietro