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Faccia a faccia tra Fernando Iannelli e Daniele Cirioli, aspiranti sindaci ad Alife (Clarus, anno IX n.9 1-15 maggio)

Amministrative, il forum

"Agricoltura, commercio e non solo..."

Un forum in redazione per incontrare i candidati sindaci di alcuni comuni chiamati al voto. Hanno risposto al nostro appello Fernando Iannelli (Toro per Alife) e Daniele Cirioli (Vivi Alife). L’invito era stato esteso anche ai candidati di Castel di Sasso e Formicola, oltre che ad Alfonso Santagata, candidato sindaco della lista Leali per Alife.

La vostra è una candidatura che in qualche modo spezza la continuità amministrativa di dieci anni firmati Roberto Vitelli; ora c’è il problema della successione, si ha la sensazione che la formazione delle liste sia stata indolore, soprattutto per Iannelli e Santagata che sono dei nomi che vengono da lontano mentre è stata una sorpresa la candidatura di Daniele Cirioli. E’ vera questa sensazione di una discesa in campo che non è stata frutto di frizioni e giochi rocamboleschi?

Iannelli: A marzo sono stato indicato come rappresentate del gruppo amministrativo uscente di cui io non costitusico una discontinuità, ma una naturale continuazione. Rappresento la prosecuzione rinnovata del percorso politico cominciato nel 1999. Rinnovata perché era giusto che si offrisse ai giovani la possibilità di poter competere.

Cirioli: La mia discesa in campo proviene invece da un’insoddisfazione legata all’amministrazione degli ultimi anni. Già due anni fa scrissi in un manifesto che ad Alife si avevano “una maggioranza sorda e una minoranza muta”,: un’amministrazione che non ascoltava pienamente le esigenze dei cittadini ed una minoranza assolutamente assente sul territorio. Mi riferisco al manifesto di due anni fa in cui lamentavo, come cittadino, una situazione di insoddisfazione per la mensa scolastica e nessun partito né di maggioranza né di minoranza diede voce a quelle istanze. Si profilavano per il futuro di Alife altri cinque anni della stessa maggioranza e della stessa minoranza, ecco perchè stiamo provando questo taglio di posizioni infiltrandoci nel mezzo in linea trasversale, poiché noi non siamo espressione di una forza politica ben precisa, ma puntiamo alla buona amministrazione che va al di là dell’appartenenza partitica o familiare.

Visto che la contrapposizione è evidente: cosa continuare dell’amministrazione Vitelli e cosa correggere…?

Iannelli: Continuare nelle opere svolte. Nei nove anni di amministrazione Vitelli, Alife è stato l’unico paese ad adeguare gli edifici scolastici alla legge 626 con finanziamenti regionali senza sovraccarico per i cittadini riuscendo a rendere attivo uno stabile oramai fatiscente da oltre trent’anni anni, ad abbellire il paese con opere pubbliche importanti: i parcheggi, il campo sportivo, i marciapiedi, l’allargamento dell’area cimiteriale, e poi opere come l’inaugurazione del teatro e del criptoportico. E’ stato risolto, anche se non completamente il problema del servizio idrico ai cittadini. Diciamo che il mio compito sarà, se vorrà Dio, quello di continuare nella fattività e di migliorare quello che forse è mancato: il contatto con la gente. Un contatto che è mancato per la difficoltà di gestire il peso delle pratiche burocratiche e del quotidiano. E’ per questo che io ho intenzione di organizzare la macchina amministrativa in maniera diversa, responsabilizzando tutti i consiglieri. Ma ho voglia di stare soprattutto in mezzo alla gente. Credo che la gente vada servita per le piccole aspettative oltre che per le grandi. C’è necessità di scelte condivise, qualora fossi io il vincitore della tornata elettorale mai e poi mai mi permetterei di fare una scelta importante senza avere il placet della minoranza, mai mi permetterò di forzare la mano, le scelte andranno sempre condivise nei diritti e nei doveri.

Perché una maggioranza sorda? Quale cambiamento di rotta ti sentiresti di portare avanti in caso di vittoria?

Cirioli: Secondo me il livello di vivibilità ad Alife è sceso parecchio negli ultimi anni. Maggioranza sorda perché non ha ascoltato l’esigenza dei cittadini più volte manifestata, minoranza muta - che rappresentava il 66% dei votanti - perché non si è mai fatta megafono delle esigenze dei cittadini. Il cambio di rotta che dovrebbe arrivare si fonda prevalentemente su tre punti: Un’amministrazione compartecipata in quanto gli alifani hanno bisogno di sapere cosa succede al Comune, delibera per delibera. Il secondo punto riguarda la vivibilità della città. A proposito della vivibilità mi allaccerei a quanto diceva prima Fernando sulle scuole e sui marciapiedi. Lasciare un figlio in una scuola in cui piove provoca un gran senso di malessere. E che uso viene fatto dei marciapiedi di Alife? Mi riferisco al tratto della stazione, dove c’è la statua di Padre Pio. E’ stata fatta un’operazione di sollevamento di uno stabile e il marciapiede è utilizzato come parcheggio a strisce. Lo stesso vale dall’altro lato, c’è addirittura il segnale di parcheggio riservato ad una persona disabile. Terzo punto del programma riguarda lo sviluppo: il nostro motto è “smettiamo di regalare valigie ai nostri figli”, perché nelle nostre zone per chi vuole realizzarsi nel lavoro e nella società le occasioni sono pari a zero. Perciò puntiamo al rilancio della zona industriale. Lo sviluppo della zona Asi? E’ impossibile camminare per quelle stradine, mi chiedo come un’industria possa investire nei nostri territori... Le zone limitrofe, Benevento, Telese, S.Salvatore, hanno fatto specifici accordi con gli imprenditori del Nord che sono venuti ad investire qui. Impiegare 10 o 20 operai significa dar da mangiare a 10 o 20 famiglie.

Allora zona industriale e rilancio turistico. Zona industriale, però, con qualche pecca dal punto di vista dei servizi, delle infrastrutture…

Iannelli: E’ chiaro che chi non ha mai operato ha dalla sua la possibilità di criticare propositivamente. Le parole che ha detto Daniele (Cirioli ndr) sono sante. Io abito in Piazza della liberazione, vedo i marciapiedi occupati dalle auto, ma mi chiedo perché ciò avviene. Alife è cambiata, rispetto a nove anni fa, ma per quanto riguarda il resto, è chiaro che la cittadinanza va educata ed è questo quello che io mi propongo di fare. Educare prima chi rappresenta i cittadini, quindi dobbiamo essere noi i primi a rispettare le regole. Ecco perchè parlo addirittura di giunte aperte: farvi partecipare le minoranze e i cittadini, significa educare alla trasparenza. Alla zona industriale mancano infrastrutture, ma so che con pochissima spesa si possono facilmente migliorare transito e viabilità. Non credo molto nello sviluppo Asi inteso in senso industriale. Noi siamo un paese agricolo, la nostra ricchezza è legata all’agricoltura, a coloro i quali all’interno del paese con tanta fatica e tanta saggezza imprenditoriale, quaranta anni fa, sfruttavano ciò che la terra poteva naturalmente offrire. Un’ industria conserviera, ad esempio, credo rappresenti il legame tra passato e presente. Favorirebbe occupazione, industrializzazione, e quindi miglioramento del prodotto. Io penso invece ad un parco giochi acquatico, visto che è una zona ricca di verde e ricca di acqua, se gli imprendiori locali avessero voglia di cooperare tra di loro ed investire su questo aspetto ludico ricreativo, ciò potrebbe essere una risorsa importante. Infine credo che il massimo dello sfruttamento occupazionale si possa avere attraverso l’ottimizzazione del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti.

C’è questa tradizione agricola che però non sta più al passo con i tempi, andrebbe riconvertita, occorrono proposte alternative come l’industria conserviera, rispetto dell’ambiente, risorse archeologiche…condivide l’idea del parco giochi acquatico?

Cirioli: Buona idea! Ma per me e il mio gruppo adesso ci sono esigenze primarie: ci sono scuole che per esempio non hanno palestre. Quanto all’agricoltura la lista Vivi Alife ha più di due candidati che si occupano strettamente di impresa verde. Anche noi puntiamo molto sulla questione ambientale come la regolarizzazione dell’edilizia che invece negli ultimi anni ha lasciato il posto alla costruzione selvaggia di abitazioni. Vorremmo innanzitutto preoccuparci di problemi come le quote latte... Ad oggi, dopo dieci anni dall’insediamento dell’amministrazione uscente non sappiamo che ispirazioni e che vocazioni ha questo paese. E’ di sicuro un paese di tradizione agricola, ma oggi non è più così; non ha la vocazione ad essere un paese industriale, né ad essere paese turistico: alla base delle opere realizzate mancano le fondamenta.

C’è una ricetta che avete al di là del programma, un vostro progetto più lungimirante che possa collegare le tre risorse principali di Alife: il patrimonio archeologico, il territorio esteso e il commercio?

Cirioli: C’è un progetto presentato da più di un anno dall’Associazione commercianti presente sul territorio a cui non è stata data attuazione. Esso prevede la realizzazione di un centro commerciale naturale all’interno del paese. Realizzare quel progetto sarebbe un grosso passo avanti…Altro problema è la fiera settimanale. Si potrebbe individuare un’area o perlomeno regolamentare il mercato: ad esempio lasciare un passaggio libero per eventuali soccorsi medici (come è già accaduto).

Parliamo del traffico e della pedonalizzazione del centro storico...

Iannelli: Io chiuderei il traffico all’interno del centro storico, con inizio in orari che non siano di nocumento per i commercianti, per esempio dalle venti in poi. Chiaramente vanno rispettati i commercianti, vanno considerate le attese di maggior fatturato, ma anche l’esigenza di vivibilità. Alife andrebbe pedonalizzata, per trecentosessantacinque giorni l’anno! Ma questo, ripeto, è un provvedimento che va realizzato ascoltando soprattutto le esigenze dei commercianti. Cirioli: La pedonalizzazione è stata sollecitata tante volte; basti pensare che arrivano camion per lo scarico delle merci a qualsiasi ora. Noi siamo per la rivalutazione del centro storico a partire dalla chiusura delle piazze in determinati orari e sfruttarle per realizzare iniziative. Si potrebbe creare, ad esempio dietro l’ufficio postale la struttura del parcheggio a tempo.

Una politica della bicicletta…quale potrebbe essere?

Iannelli: Ho previsto delle piste ciclabili. Sono un amante della bicicletta, ma vedo tanti bambini che hanno difficoltà ad andare in bici. Una pista ciclabile è necessaria, non solo all’interno della cinta muraria ma anche fuori. Se la gente verrà messa nelle condizioni di posare la macchina e camminare a piedi è già un bell’esempio educativo…è possibile realizzarle con poca spesa..

Alife è anche San Michele e Totari…

Iannelli: La vecchia amministrazione ha dato dei segni importanti a San Michele con la realizzazione dell’illuminazione pubblica e il miglioramento delle rete idrica. Nel programma prevediamo l’ottimizzazione della rete fognaria e la realizzazione di un depuratore, il miglioramento assoluto della rete idrica in modo da servire tutte le case. Consentire uno sfruttamento ecocompatibile da un punto di vista edificatorio della zona sovrastante la Strada Panoramica, senza creare ulteriori danni al patrimonio. Non è giusto che chi abita al di sotto della Panoramica possa costruire, chi abita al di sopra no…sempre nel rispetto della ecocompatibilità e della vicinanza col Parco. Puntiamo alla sicurezza stradale con dossi o con dissuasori della viabilità. Un’idea sarebbe quella di creare un piccolo campus scolastico: un buon motivo di aggregazione, di rispetto per la popolazione e per il mondo scolastico. Nel programma è prevista anche l’apertura a San Michele di un ufficio postale, così come esiste nella frazione Totari.

Cirioli: L’attenzione per le due frazioni verrà consacrata con un assessorato dedicato esclusivamente a Totari e San Michele. Abbiamo dei rappresentati locali, dei candidati nella nostra compagine, quindi delle sezioni del programma dedicate proprio alle due frazioni. Miriamo, per san Michele alla costruzione di un marciapiede, al perfezionamento delle piazzette che già ci sono, alla costruzione di un parco giochi per bambini, alla costruzione di una tettoia ponte per unire l’edificio scolastico alla mensa, e alla costruzione di una casa per anziani - per tutti gli alifani - in una zona già individuata.

 Iannelli: Per quanto riguarda Totari c’è la necessità di individuare una struttura più funzionale per ospitare un ufficio postale, occorre migliorare la struttura sportiva adiacente la Chiesa, ma soprattutto va potenziata la rete idrica e vanno costruite strutture che siano motivo di aggregazione per i giovani. Cirioli: Per Totari è stata richiesta la sistemazione delle piazze e delle opere esistenti, il completamento di un campo di calcetto rimasto a metà, la tettoia sul lavatoio che per Totari rappresenta il punto di incontro. La garanzia del servizio dell’ufficio postale va offerta tutti i giorni. Ma soprattutto intendiamo realizzare una maggiore partecipazione e integrazione nell’ambito comunale: gli abitanti della frazione si sentono come parte a sé stante e ciò va evitato, perché la cittadina è sempre una e al centro delle nostre cure e del nostro interesse c’è anzitutto la persona.

Per quanto riguarda il settore dell’attività estrattiva, come intende il comune di Alife gestire una riqualificazione dell’area su cui si aprono le tre cave esistenti?

Iannelli: E’ mia intenzione trovare i tecnici adatti per ripopolare di verde quelle aree. Abbiamo una situazione collinare che consentirebbe lo sfruttamento di parchi eolici, proposta di cui mi feci già promotore nel luglio del ‘99.

Cirioli: Anche noi nel programma prevediamo la riqualificazione della zona e il recupero del verde...

Il raporto con il sociale. Il centro diocesano Caritas si trova ad Alife, ma l’amministrazione è stata assente alle iniziative negli ultimi tempi. La Caritas non equivale ad elemosina, rappresenta l’impegno della Chiesa nel sociale. Che cosa farete appunto per le politiche sociali?

Iannelli: Nel mio programma c’è un fondo di solidarietà. Occorrono un rinforzo della rete sociale e l’istituzione delle categorie di volontari. Un fondo di solidarietà può essere fatto indipendentemente dalle leggi. Parto dal presupposto che essere ricchi in un paese di poveri non serve a niente.

Cirioli: Le politiche sociali rappresentano uno dei punti fondamentali del nostro programma. Come prima cosa noi puntiamo a redigere una mappa dei bisogni sul territorio, perché negli ultimi anni abbiamo notato anche la mancanza di attenzione verso i cittadini bisognosi. La persona va integrata nel territorio e non assistita episodicamente. Abbiamo dei capitoli dedicati ai disabili, agli anziani, alle associazioni di volontariato per le quali miriamo ad un rilancio sul territorio proprio perchè siano da supporto all’amministrazione.

Fare la politica non è solo compito degli amministratori, ma anche dei cittadini… Come renderli vicini, sensibili e responsabili della macchina amministrativa?

Iannelli: E’vero, perché ci sia contatto tra l’amministrazione e i cittadini, è necessario dividere i compiti, evitare l’accentramento dei poteri, tanto che ciascun candidato otterrà, da consigliere, una delega. Sarà più semplice, così ricevere input dai cittadini. Starà a noi stabilire dei rapporti di cordialità.

Cirioli: La compartecipazione è uno degli elementi principali: puntiamo a far ritornare l’attenzione massima dei cittadini sulla questione amministrativa, sulla politica, sulle sorti del loro paese. Tra le iniziative prevediamo l’istituzione di commissioni comunali aperte a tutta la cittadinanza in modo che possano sollecitare le iniziative nei vari ambiti; l’istituzione di un notiziario del Comune, per informare le persone e perchè ci sia più controllo sugli amministratori. E poi l’istituzione del bilancio partecipativo, cioè il coinvolgimento dei cittadini nella scelta degli investimenti, delle spese, delle iniziative.

Riuscirà Alife a dare un cinema a quest’area?

Iannelli: L’amministrazione precedente ha acquistato uno stabile, credo che la questione sia in via risolutiva.

Cirioli: Al di là del cinema in sé noi prevediamo il rilancio del Carnevale alifano, come occasione di occupazione. Un’altra iniziativa a cielo aperto a cui mi piacerebbe dar vita è un premio bandistico dedicato al Maestro Vessella, conosciuto a livello internazionale, ma praticamente sconosciuto agli alifani. Immaginarlo come un premio di rilievo nazionale: significherebbe rilancio del turismo e occupazione, magari avvicinarlo alla festività di San Sisto molto sentita dai paesi limitrofi ed anche dagli alifani all’estero.

A cura della Redazione



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