Il Vescovo della Diocesi di Alife-Caiazzo eletto pastore della Chiesa casertana
La notizia circolava già da tempo, in Diocesi ma anche in provincia e soprattutto a Caserta città, dove le voci e le indiscrezioni si susseguivano da qualche settimana. Il 25 aprile scorso, è giunta l’ufficialità: Mons. Pietro Farina sarà vescovo di Caserta. L’ingresso in Cattedrale è previsto per il 5 luglio, quindi da quel momento in poi la Diocesi di Alife-Caiazzo attenderà il successore, probabilmente un vescovo di nuova nomina. Unanime il coro di commenti, soprattutto fra le istituzioni locali: sindaci ed amministratori pubblici, ma anche presidenti di associazioni e di gruppi di volontariato, si sono detti felici per l’importante nomina ottenuta dal nostro vescovo, ma rattristati perché questo territorio rinuncerà ad un punto di riferimento fondamentale, ad una guida che ha saputo interpretare istanze di cambiamento, intraprendere percorsi di fede e di spiritualità condivisi, adoperarsi per il bene comune e chiamare ciascuno ad assumere la propria responsabilità come cristiano e come cittadino. “La Divina Provvidenza - ha scritto Monsignor Farina nella sua lettera ai parroci della Diocesi di Caserta - con un disegno misterioso, dopo dieci anni trascorsi alla guida della Chiesa di Dio che è in Alife – Caiazzo, mi ha riportato, come Vescovo in mezzo a voi, a cui mi legano vincoli di fede e di tradizione umana. Sento tutto il peso di questa grande responsabilità, che accetto di portare ponendo la mia fiducia nell’aiuto fedele del Signore e nella certezza della vostra amicizia. La comune origine sarà un motivo in più per rendere la nostra Chiesa sempre più bella, più generosa nel dire il suo si al progetto di Dio su di essa, come la Vergine Maria, nostra Madre, tanto venerata dal nostro popolo”. I dieci anni di espiscopato di Monsignor Farina in Alife-Caiazzo hanno segnato una svolta sotto diversi aspetti. L’incoraggiamento costante a sacerdoti e laici, le moltissime sfide assunte per il cambiamento, per la responsabilizzazione del territorio, il dialogo come mezzo di comunione costante. Anche il progetto di Clarus, il quindicinale fondato dal vescovo Farina, non è mai stata una esperienza episodica, ma ha fatto parte di una visione ben più ampia, quella di rendere il giornale vero strumento di comunicazione sociale, canale moderno della evangelizzazione, al servizio di tutti, sacerdoti, laici, istituzioni, associazioni, cittadini. “Lasciare la mia attuale Diocesi - scrive ancora il vescovo nella sua lettera alla Diocesi di Caserta - che tanto mi ha aiutato a maturare nelle cose di Dio e nella conoscenza del cuore dell’uomo, mi fa soffrire molto. L’unica certezza che allevia questa mia sofferenza è che quanto è stato realizzato di bene non andrà certamente perduto e, per vie misteriose, contribuirà all’edificazione del Regno di Dio. A voi porterò in dote quanto ho maturato in questi dieci anni e la mia totale disponibilità al lavoro apostolico che mi viene chiesto da Gesù, Buon Pastore, in favore della sua Chiesa che è in Caserta”. Monsignor Farina porterà quindi a compimento la visita pastorale avviata qui in Alife - Caiazzo: riconoscerà uno ad uno i volti delle persone che, fra i 24 comuni di questa Diocesi complessa e bisognosa di una guida spirituale forte, continueranno a vedere in lui il pastore che li ha esortati per dieci anni di impegno, di fede, di concretezza. Il pensiero di monsignor Farina è chiaro a tutti: abbiamo provato a portarlo nelle case dei nostri lettori con una lunga intervista pubblicata qualche settimana fa sulle colonne di Clarus. Certo, la sua presenza mancherà a tutti, ma soprattutto la redazione del periodico che lui ha voluto ne avvertirà particolarmente la mancanza, ma nessuno verrà meno al proprio impegno di giornalista e di uomo. |