Scienza e ricerca per un ambiente da tutelare
Lo sviluppo non deve mettere in pericolo le possibilità di crescita delle generazioni future. Partiamo da qui, da un concetto semplice a dirsi, ma non a farsi. Per questo lo sviluppo sostenibile è imprescindibilmente legato al tema della legalità e della tutela ambientale. “Le soluzioni proposte dalla scienza e dalla tecnologia sono di per sé sterili se alla base non c’è una cultura di riferimento umanistica, una cultura forte che non si improvvisa, ma che si insegna e impara nel ciclo di molti anni” afferma Antonio Gaspari, presidente“Cristiani per l’Ambiente”. La vera rivoluzione ambientale avverrà solo quando i cittadini non “subiranno” le leggi del governo e degli enti preposti in materia, ma ne saranno propositori e attori. Perché salvaguardare e tutelare l’ambiente non è altro che salvaguardare e tutelare il bene comune. “Il catastrofismo a cui sono tanto avvezzi politici e tecnici non aiuta, il non fare tipico italiano tiene tutti in una posizione di stallo” denuncia ancora il presidente. Si pensi al collasso campano dei rifiuti: anni di silenzi, di bustarelle, di taciti consensi; una regione in ginocchio che oggi chiede il suo dignitoso riscatto. Per ristabilire gli equilibri sono necessarie due strategie: l’inasprimento di controlli e sanzioni per fronteggiare l’urgenza, e un serio lavoro di educazione ambientale che vede il suo avamposto nella scuola. In un’area protetta come il nostro Parco del Matese sembrerebbero scontati i concetti di tutela e salvaguardia, eppure non siamo neanche all’abc del mero rispetto ambientale. La verità è che anche dal punto di vista delle strutture siamo in ritardo rispetto all’Europa: in altri paesi denunciare comportamenti ambientali illegali da parte di un cittadino privato è normale, da noi fatti dal genere assumono toni di clamore. Antonio Gasperi è ottimista e aggiunge“Bisogna partire da un progetto culturale ampio che sia per l’uomo e con l’uomo e non lo consideri come cancro del pianeta. A suggerire la cultura dell’ecologia umana è stato Giovanni Paolo II; il suo successore Benedetto XVI ha poi indicato i tre valori non negoziabili che stanno alla base della civiltà che sono la difesa della persona, quello che gli economisti chiamano capitale umano; la difesa e la promozione della famiglia, capitale sociale ma anche luogo dove si educa all’amore, e lo sviluppo inteso come trasmissione educativa”. Niente catastrofismi, nessuna profezia di sventura. Partiamo dal nostro territorio, dal Parco del Matese: cultura umana, scienza e ricerca, istituzioni e sana politica chiamati a tutelare il volto di un ambiente ricco di meraviglie.
Marianna Pece |