Un'azione di intelligence per vincere la camorra
Il reparto è stato di recente potenziato su volontà del Generale Franco Mottola e del Colonnelo Carmelo Burgio. Una dura risposta dello Stato per il ripristino della legalità in provincia di Caserta.
Il 2008 è stato l’anno che ha segnato l’avvio di una dura lotta alle ecomafie in provincia di Caserta, in parallelo alla forte azione di contrasto alla camorra casalese e alla criminalità organizzata. Fondamentale il ruolo propulsivo svolto dai mass-media, che hanno fatto da cornice al lavoro incessante delle forze dell’ordine, in prima linea, in questa incessante battaglia per il ripristino della legalità. La ricetta non sta ovviamente nella sola repressione, ma soprattutto in una azione di rieducazione sociale, che richiede una collaborazione fra tutte le agenzie formative del territorio casertano, dalle scuole alle associazioni culturali e chiaramente alla Chiesa. Ma è sopratutto nella fase emergenziale, come quella che Terra di Lavoro vive ancora oggi, che le forze dell’ordine sono chiamate ad una azione straordinaria di contrasto alla criminalità.
Comandante Airoldi, il 2008 ha davvero registrato una impennata nella lotta alla camorra casertana?
Diciamo che vi è stata una grossa pressione mediatica, da Gomorra in poi, questo è vero, ma la risposta dello Stato alla criminalità è sempre stata molto forte. Il ruolo svolto dai mass media ha permesso anche al nostro lavoro di caratterizzarsi per una ulteriore qualità della risposta repressiva.
Gomorra ha posto la lente d’ingrandimento su un fenomeno criminale prima sconosciuto, quello della camorra casalese...
La camorra casertana, rispetto a quella napoletana, conta su un’organizzazione più compatta, meno frammentata, dedita all’avvio di realtà imprenditoriali frutto di proventi illeciti. Il numero delle società e delle imprese riconducibili ad esponenti della criminalità è altissimo in provincia di Caserta.
Perché il fenomeno delle ecomafie ha caratterizzato soprattutto il territorio casertano?
In questo senso la camorra casalese ha avuto la capacità di intuire già in tempi non sospetti che il livello dei proventi, degli utili derivanti dallo smaltimento illecito di rifiuti sarebbe stato altissimo. Se a ciò si aggiungono la connivenza delle persone, le complicità trasversali, la compiacenza di allevatori e piccoli imprenditori agricoli, si comprende il perché di questo disastro criminale.
L’Arma dei Carabineri offre una serie di presìdi importanti e strategici in Terra di Lavoro...
Il Comando provinciale dei Carabinieri dispone di un reparto territoriale ad Aversa e di otto Compagnie, oltre al reparto operativo all’interno del quale c’è il nucleo investigativo del Comando provinciale. In totale la provincia può contare sull’intervento di circa milletrecento uomini.
Il nucleo investigativo del Comando provinciale, che risponde ai suoi ordini, è stato potenziato proprio di recente..
Sì, per volontà del Comando regionale e di quello provinciale, anche alla luce del forte carico di lavoro e degli arresti effettuati negli ultimi mesi, fra cui quelli dei superlatitanti Alessandro Cirillo, Giovanni Letizia e Oreste Spagnuolo.
Si va verso una normalizzazione, dopo mesi di trincea?
I risultati non sono mancati, grazie anche al lavoro di intelligence con le altre forze dell’ordine e il ruolo svolto dalla magistratura, ma non è possibile abbassare la guardia. La situazione è oggettivamente migliorata rispetto ai mesi estivi, ma c’è ancora tanto da fare, non solo nel settore delle ecomafie. La realtà criminale è variegata, dal racket alla prostituzione, dai furti e dalle rapine alle infiltrazioni malavitose nelle amministrazioni pubbliche. Un disagio deliquenziale enorme per il cittadino comune, per il quale è fondamentale anche il ruolo di scuole, associazioni e mondo del volontariato.
(g.dand) |